venerdì 8 giugno 2012

12 Giugno ore 19-21, Seminario teorico esperienziale: il Colloquio Clinico e l'Analisi della Domanda.


6 commenti:

  1. Volevo sapere se c'è qualcuno tra voi che utilizza l'analisi della domanda nel suo lavoro di psicologo/a e dove posso trovare, su questo sito o altrove, qualche suo scritto nel quale si vede il contributo di questa tecnica.
    Io l'ho conosciuta come studente a Roma e me ne sono innamorato, ma non sono mai riuscito a trovare qualcuno che la usasse. Se qualcuno tra di voi la usa, mi piacerebbe fargli qualche domanda.

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  2. Salve Guido,
    chi conosce il modello dell'Analisi della Domanda, non può non usarlo nella pratica professionale.Nel nostro Centro, nella nostra pratica clinica, è parte fondante della nostra prassi.A breve posteremo riferimenti bibliografici che speriamo possano essere utili.Nel frattempo, se vuole farci delle domande, saremo lieti di risponderle.
    Se è di Bari o vive in Puglia, può venire al nostro seminario del 12 Giugno.
    Saluti,
    Centro Temenos

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  3. Salve Guido,
    di materiale sull'uso dell' Analisi della Domanda nei contesti organizzativi, clinici, formativi ecc. ne è stato prodotto moltissimo. Se interpreto corretamente la sua richiesta, vorrebbe leggere qualcosa scritto da qualcuno dei membri del centro Temenos.
    Può trovare qui http://www.associazioneppg.it/co/templates/rivista.asp?articleid=263&zoneid=34 un mio articolo nel quale esamino i modelli di funzionamento di alcune comunità terapeutiche allla luce di diverse prospettive teoriche tra cui l' Analisi della Domanda.
    Cordiali saluti

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    1. Ciao Alessandro
      Verrei molto volentieri al vostro seminario, ma abito a Pontedera (Pisa) e ho impegni di lavoro intorno alla data del seminario.
      Mi fa un enorme piacere leggere che *Nel nostro Centro, nella nostra pratica clinica, è parte fondante della nostra prassi* e vorrei saperne di più sul vostro modo di usarla.
      Ho guardato il suo articolo (se è quello dal titolo RICOSTRUENDO MODELLI DI AZIONE PROFESSIONALE IN COMUNITÀ, che ho trovato io perché l'indirizzo che mi ha mandato dava, sul mio computer, errore interno del server) e condivido tutte le perplessità che in qualche modo traspaiono quando racconta come si pongono nei confronti dei tossicodipendenti nella comunità VILLA MARAINI. Però poi non dice come affronterebbe lei la questione usando l'analisi della domanda. Capisco che in quel contesto i giochi sono già fatti, e orientarli diversamente più che difficile è impossibile. Ma cosa direbbe a un giovane che venisse da lei dicendo che vuole smetterla con la droga?
      Non le chiedo una risposta, perché questa è legata a quello che le verrebbe chiesto esattamente da questo ipotetico giovane, ma un orientamento. Lei ce la fa ad andare nella direzione di dirgli che può porsi obbiettivi gratificanti e raggiungerli tranquillamente se volesse raggiungerli, quando tutti gli altri gli dicono che la sua tossicodipendenza dipende dal mondo che lo circonda, giustificandolo ma anche condannandolo a continuare su quella strada?

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    2. Salve Guido,
      l'articolo che ha letto è effettivamente quello a cui mi riferivo. Non condivido la sua critica rispetto alla mancanza di una parte propositiva nell'approccio comunitario.Proprio seguendo il modello dell'Analisi della Domanda, il mio articolo, e la mia analisi, propongono le comunità stesse come clienti del lavoro dello psicologo, non quindi la tipologie di utenti da loro prese in cure. La psicologia clinica può essere scienza dell'intervento solo se esce dalla identificazione unica con la psicoterapia e psicodiagnosi. Lo spazio di riflessione, di lettura delle dinamiche,deve avvenire già durante la fase istituente l'istituzione comunitaria ed in secondo luogo nella lettura del bisogno dell'utenza. Se lei mi chiede cosa direi o meno ad un ipotetico cliente tossicodipendente, non credo potrei rispondere nei termine di coraggio (ce la posso o non posso fare) nel dire o meno certe cose. Non posso risponderle in termini di Analisi della Domanda, prescindendo dalla relazione e dal contesto. Lei mi chiede appunto di fare qualcosa che pressuponga una risposta a priori, che valga per qualsiasi tossicodipendente, inoltre, focalizzando il caso sulla psicopatologia, suggerisce nuovamente una confusione tra analisi della domanda e psicoterapia o psicodiagnosi.
      Cordiali saluti

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    3. Guido Piangatello10 giugno 2012 18:59

      Si, le comunità avrebbero un gran bisogno di essere le clienti di uno psicologo che usa l'analisi della domanda (ma non ce le vedo molto a interrogarsi su certe cose).

      Quanto al resto sono contento di avervi incontrato, leggerò appena possibile quello che avete in rete e spero di avere l'occasione, prima o poi, di venirvi a trovare.

      Se poi vi va di far sapere che lavorate diversamente dalla maggior parte dei vostri colleghi perché usate l'analisi della domanda, ditemi che messaggio volete mandare ai vostri potenziali clienti e se ho occasione di nominarvi sul mio sito lo faccio volentieri, dato che io credo molto nell'utilità di quell'approccio.

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